Negli ultimi tempi è in aumento il numero delle coppie di fatto, questo aumento dipende da diversi motivi. In alcuni casi la convivenza è vista come un periodo di prova per la coppia, in cui entrambi si mettono in gioco e si confrontano sui problemi di ogni giorno. In altri casi è una necessità perché magari uno dei due partner  è separato e quindi la coppia non si può sposare. Per alcuni invece non è una situazione temporanea ma è una scelta di vita. Per altri ancora è una situazione legata a difficoltà economiche, magari i due vorrebbero sposarsi ma non hanno i soldi per farlo in modo maestoso.




A prescindere dai motivi che spingono una coppia ha preferire questa soluzione invece del matrimonio, purtroppo in Italia non esiste ancora una normativa che regola queste unioni. L’influenza della corrente cattolica ha procurato il blocco di qualsiasi iniziativa in tal senso, la nostra Costituzione all’art. 29 riconosce solo la famiglia fondata sul matrimonio: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.




Vista la mancata regolamentazione delle coppie di fatto, a volte accadono situazioni che possono sembrare inverosimili, ad esempio: partner che convivono anche per  più di 10 anni come marito e moglie con figli, ciò nonostante in caso di morte di uno dei due conviventi, l’altro non ha diritto a nulla. In questo caso se la coppia di fatto dispone per testamento a favore dell’altro convivente, la parte che potrà essergli riservata è solo la cosiddetta “disponibile”, vale a dire quella parte che non lede i diritti degli eredi legittimi. Oppure in caso di separazione, il convivente che versi in stato di necessità non ha il diritto al mantenimento. Per tutelarsi nei limiti previsti dall’ordinamento giuridico i partner possono stipulare un contratto di convivenza per regolamentare alcuni diritti, ad esempio: il diritto di abitazione, il diritto di versare una somma al convivente, ecc….




Comunque  vi sono delle anomalie, perché anche se una coppia di fatto non è riconosciuta dalla legge, la stessa prevede che se l’ex coniuge che riceve un assegno di mantenimento inizia una convivenza stabile con un’altra persona, il primo vede sospeso il suo diritto all’assegno di mantenimento fintanto che dura la convivenza.  Si auspica che l’Italia si adegui agli altri paesi come la Spagna, che già prevedono una disciplina sulle coppie di fatto.


(Fonte: coppie di fatto.it)